Il volo del passero dalla corona bianca... 
Questo uccelletto migra in stormo dall’Alaska al Messico volando ininterrottamente per una settimana intera… Non dorme mai, non si riposa mai... Imparo tutto questo ascoltando Pagina 3, il 30 settembre; Edoardo Camurri cita un articolo di Marco Belpoliti pubblicato su La Stampa Cultura a proposito del libro 24/7 di Jonathan Crary.

 Molte cose interessanti dette, ma a me ha colpito in particolare la storia di questo passerotto incoronato.

La scienza lo sta studiando. Ma da chi è finanziata la scienza? Dall’Esercito USA. Ecco, il sogno è di trovare il meccanismo biologico, la molecola, i recettori o quant’altro in modo da poter utilizzare questa scoperta per poi applicarla agli esseri umani: ah, che meraviglia, ridurre, abbattere, annullare le ore di sonno dell’uomo! Questo il sogno dei militari. Immagino che le ragioni siano specificatamente belliche. Anche se, forse, nella mente di chi vede nell’essere umano soltanto una macchina per produrre e consumare, il fatto di poter disporre di un maggior numero di ore di veglia sia visto come una sfolgorante opportunità (come indaga il libro di Crary).

Triste, eh?

Voglio dire, trovo triste che l’ignaro passerotto sia studiato con cotanto zelo per ragioni tanto stupide. E “vagamente” crudeli. Nella mia testa ingenua i biologi, gli ornitologi ecc. sono esseri umani curiosi, pazienti, innamorati della natura. Sono stati bambini che si arrampicavano sugli alberi per spiare la vita delle creature volanti, che conoscevano il silenzio e l’attesa necessari per cogliere un volo, un ciangottio, il fremito di un piccolo uovo che comincia a sgretolarsi sotto i colpi del becco dell’implume. Forse, fantastico ancora, il bambinello futuro ornitologo provava estasi a me sconosciute nel riconoscere i diversi suoni delle diverse specie di uccelli del parco vicino a casa, collezionava penne e nidi, registrava i movimenti stagionali delle diverse specie… immerso nella natura assisteva al piccolo miracolo del corteggiamento, della pulizia delle piume e dello sfregamento dei becchi.

Poi diventa grande e studia il passero dalla corona bianca. Stupendo. Solo che i dati che raccoglie sono diventati elenchi di sostanze chimiche e meccanismi fisiologici da consegnare a una delegazione dell’Esercito. Che anche i nostri soldati possano stare svegli così tanto!

Ecco, mi chiedo, ma c’è qualcuno lì in mezzo che si chiede qual è, al di là delle sostanze chimiche, delle formule di struttura, dei principi osmotici cellulari, del reticolo nervoso, dei recettori disposti qua e là e ancora qua e ancora là, qual è la forza che spinge una creaturina piumosa dal peso di poche decine di grammi a compiere questa impresa titanica?

Perché, per quanto imbottiti di compresse-di-elisir-di-passero-dalla-corona-bianca, faccio fatica a immaginare che dei soldati possano aver accesso alla spinta vitale, alle “ragioni” che la Vita ha immesso nei circuiti energetici dell’aggraziato uccellino. Specie quando i soldati vanno a compiere atti di guerra dettati da ragioni distanti, economiche, strategiche, che fanno del mondo una scacchiera sempre più insanguinata.

Venendo poi ai sogni di gloria di avere umani sempre svegli per lavorare di più, consumare di più, in una sorta di costante e impaurita mescolanza del tempo del lavoro e di quello privato, beh … che dire? In parte si sta realizzando. Forse, se proviamo irritazione per le pessime ragioni di studio del nostro passerotto incoronato di bianco, possiamo anche iniziare a riflettere su noi stessi e, alla faccia dei militari e dei sogni deliranti di un capitalismo che ci ha preso la mano, goderci le nostre ore di sonno e rigenerazione.

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