I pericoli della spesa
Premessa: Sentire… immaginare…
Con i termini “sentire, immaginare” intendo due qualità – elementi, propensioni, processi - del “femminile interiore” (nulla a che fare con essere uomo o donna) che accendono la nostra dinamica creativa.

 Non è possibile iniziare qualcosa di creativo (che poi, pensandoci bene, tutto ciò che facciamo lo è) senza avere un qualche guizzo immaginativo che dà il fuoco all’azione. Uno dei rischi, quando non lo facciamo – o quando il processo “sentire-immaginare” resta inconscio o indifferenziato – è che si parte subito con la tappa successiva – volere, agire – e ci si può ritrovare con risultati inattesi….

Lei: - Caro, per stasera vorrei fare un buon dolce…. Vengono Antonio e Luisa, ricordi? Ho preparato una listina per gli ingredienti. Ti va di fermarti tu al supermercato, quando rientri?

Lui: - Certo! Antonio e Luisa… sai che stavo per dimenticarmi? Invece son proprio contento di vederli, è da un sacco che non ci incontriamo. Dai, dammi qua. Oggi finisco presto, per fortuna.

(……………………….)

Lei: - Mario? Sei tu? Non ti aspettavo così presto! Bene… ho più tempo per preparare tutto…

Lui: - Ah!! Cara, cara, ti giuro torno giù subito, con la lista… prima ho una cosa da sistemare in cortile… Poi volo al super…

Lei (diffidente): - Cosa devi sistemare in cortile?

Lui: - Guarda, è stata una cosa particolare. Ho incontrato Tiziano. Ti ricordi di Tiziano?

Lei (con lo sguardo perplesso): - Tiziano… il tuo amico veterinario… ancora con la passione dei cavalli, giusto? Immagino che continui a cavalcare, lui… Quanti ne ha adesso?

Lui: - Ecco, questo è proprio il punto! Ne aveva troppi!

Lei (le braccia incrociate sul petto): - Cosa vuoi dire, ne “aveva”?

Lui: - Te lo ricordi, eh, Tiziano? Grande cuore! Quanti animali ha curato gratis nella sua vita! Un cavaliere straordinario, impeccabile, con una manina delicata…

Lei (gli occhi sottili, le sopracciglia aggrottate): - Senti, io devo fare il dolce. Mi occorrono farina, uova, lievito, uvetta… insomma la lista l’hai, lasciamo andare Tiziano, eh? Senti, “che cosa” devi mettere in cortile?

Lui: - Certo, la lista è nella tasca. Anzi Tiziano l’ho incontrato proprio nel piazzale del supermercato. Lui passa di lì ogni tanto, mi ha detto. Strano che non ci siamo incontrati prima.

Lei (ironica): - Sono felice per voi due, magari vi darete appuntamento lì. Ma adesso accelera, Mario, per piacere!

Lui: - Ecco, poco tempo fa ha preso una cavallina, un mezzo-pony… sai come sono, cavallucci poco impegnativi, occupano poco spazio…

Lei (si drizza come un fuso, voce stridula): - Cosa vuol dire, “occupano poco spazio”?

Lui: - Niente, quello che ho detto. Ti ricordi la Flicka? Eh? Quando Enrica era piccola, quante belle cavalcate si fece…

Lei: - Senti, ora Enrica fa l’interprete a Vienna, ha 25 anni e, se te ne stai dimenticando, sta per sposarsi con un austriaco e non tornerà qui da noi... Cosa c’entra la Flicka?

Lui: - Beh, in cortile abbiamo ancora il box… va sistema un pochetto, giusto un pochetto…

Lei (urlando): Mario!! Ti avevo mandato a comperare uova e farina, latte, uvetta e mele ….!! Mario!! Cosa hai combinato!!

Lui: Senti, è una delizia. Pezzata. Piccolina, la vedrai. Buon carattere.

Lei, incredula: - Dimmi che l’hai già portata qui.

Lui (felice): - Cara! Giù c’è Tiziano con il van e Ciambella.

Lei: Ciambella cosa?

Lui: La cavalla, la cavalla si chiama Ciambella. Oddio, se si chiamava Tortadimele sarebbe stata un coincidenza ancora più particolare, non trovi?

Lei: - Non ho parole.

Lui: - Dai, vieni giù a vederla, Ciambellina…

Finali…

1)

Lei: - Poi vai, vero? E mi giuri che alla cavalla ci badi, tu, come per Flicka?

Lui: - Assolutamente. Che cosa dovevo comprare?

Lei: - Senti, forse è meglio che al supermercato ci vada io.

2)

Lei, furente: - Te la do io Ciambella!!! Te e i tuoi cavalli e il tuo amico Tiziano! Bell’amico, poi! Ma tu, riesci a immaginarle le conseguenze delle tue azioni? Eh? Perché cavolo non ti ascolti, prima di partire in quarta come un bufalo?

Lui: - Senti, ti capisco, hai ragione… Ma tu la devi vedere! Scendi, dai. E poi Tiziano è un amico caro…

Lei, urlando: - Sempre guai, con quei cavalli, tra te e lui! Fin da quando eravate ragazzi! E proprio ora, che finalmente eravamo in pace! E un mezzo pony, per giunta! Cavallucci tignosi e ribelli! E io che volevo un gatto e tu mi hai detto di no!! Ti rendi conto?

Lui: - Ok, ok. Prendiamo anche il gatto. Lo scegli tu. Ok.

Lei: - L’hai detto. Gatto contro Ciambella.

Lui: - Scendiamo, dai, Tiziano ci aspetta. Poi corro al negozio per la torta.

Lei: - Il gatto lo voglio Norvegese.

 

3)

……………………………..

A vostra fantasia.

Mettete nei commenti il vostro finale!

 

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